Panoramica
La bustamite è un silicato a catena di calcio e manganese apprezzato dai collezionisti per il suo colore che varia dal rosa tenue al rosso brunastro e, in diverse località, per la sua vivida fluorescenza rossa alla luce ultravioletta. Appartiene alla famiglia dei piroxenoidi, lo stesso gruppo strutturale della rodonite, e i due minerali vengono spesso confusi. La bustamite prende il nome dal mineralogista e statista messicano José María Bustamante. La storia della sua denominazione è insolita: il materiale messicano originario proveniente da Puebla si rivelò essere una miscela di altri minerali, pertanto la località tipo fu riassegnata al giacimento di zinco di Franklin nel New Jersey, dove la bustamite autentica e ben caratterizzata è moderatamente comune.
Composizione e struttura
La bustamite è un silicato a catena singola (un piroxenoide) con calcio e manganese bivalente come cationi essenziali, comunemente indicata con la formula CaMn(SiO₃)₂ o, in una ripetizione di tre tetraedri, CaMn₂(Si₃O₉). Il ferro e lo zinco possono sostituire parte del manganese; il materiale ricco di ferro tende a trasformarsi nella specie affine ferrobustamite. La struttura è costituita da catene contorte di tetraedri di silice che si ripetono ogni tre unità, il che conferisce al minerale la sua simmetria triclinica e una serie di buone sfaldature. La bustamite fa parte di un gruppo strutturale che comprende anche la wollastonite, con la quale condivide ampie somiglianze.
| Formula | CaMn(SiO₃)₂, ovvero CaMn²⁺(Si₃O₉) ripetuto |
| Sistema cristallino | Triclinico |
| Durezza di Mohs | da 5,5 a 6,5 |
| Lucentezza | Da vitreo a subvitreo, talvolta ceroso |
| Colore | Da rosa pallido a rosa intenso, rosa-arancio, rosso-brunastro (il rosa sbiadisce alla luce del sole) |
| Località tipo | Miniera di Franklin, Franklin, Contea di Sussex, New Jersey, USA |
Formazione e occorrenza
La bustamite si forma principalmente per metamorfismo di sedimenti contenenti manganese e all’interno di giacimenti ricchi di manganese. A Franklin e nel vicino giacimento di Sterling Hill, si è cristallizzata durante il metamorfismo di alto grado di un antico giacimento di zinco-manganese e si presenta intercalata con rodonite, tefroite, willemite, franklinite e Calcite. A Broken Hill, in Australia, essa compare nei minerali metamorfosati di piombo-zinco-argento, talvolta associata alla Galena. In entrambi i contesti la bustamite è il prodotto di un metamorfismo regionale piuttosto che di una cristallizzazione ignea, e la sua presenza indica la presenza di protoliti arricchiti di manganese.
Identificazione e specie simili
Il principale motivo di confusione è rappresentato dalla rodonite, che condivide il colore rosa e la struttura piroxenoide. La bustamite è generalmente più chiara, spesso con tonalità più aranciate o brunastre, e tende a formare aggregati lamellari o fibrosi piuttosto che i cristalli massicci della rodonite; dal punto di vista ottico è biassiale negativa, mentre la rodonite è biassiale positiva. Un utile indizio sul campo a Franklin è la fluorescenza: la bustamite in quella località emette una luce rossa sotto la luce ultravioletta a onde lunghe, mentre la willemite associata emette una luce verde. Il suo colore rosa può sbiadire con un’esposizione prolungata al sole, pertanto è preferibile conservare gli esemplari al riparo dalla luce intensa.
Località degne di nota e raccolta
Le miniere di Franklin e Sterling Hill nel New Jersey rappresentano la fonte per eccellenza di bustamite ben studiata e rimangono le mete preferite dai collezionisti di minerali fluorescenti. Broken Hill, nel Nuovo Galles del Sud (Australia), ha prodotto cristalli ferrosi di ottima qualità, oggetto di studio per la loro struttura. La bustamite è stata segnalata anche in giacimenti di manganese e skarn in Giappone, Sudafrica, Svezia e altrove. Il materiale rosa di qualità gemmologica viene occasionalmente tagliato come curiosità da collezione, ma poiché il minerale è relativamente tenero e il colore è sensibile alla luce, viene più spesso apprezzato come campione minerale, in particolare le associazioni fluorescenti di Franklin.