Panoramica
La calaverite è un minerale di tellururo d’oro e una delle più importanti fonti naturali di oro, oltre al metallo nativo. Di colore che varia dal giallo ottone al bianco argenteo, con una brillante lucentezza metallica, può essere facilmente scambiata per Pirite o persino per oro nativo, ma è chimicamente molto diversa: in questo caso l’oro è legato al tellurio anziché presentarsi come elemento libero. Chiamata così nel 1868 in onore della contea di Calaveras, in California, la calaverite ha svolto un ruolo di rilievo nelle grandi bonanze di tellururo d’oro tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
Composizione e struttura
La calaverite è il ditellururo d’oro, AuTe₂, in cui l’oro è combinato con il tellurio anziché con l’ossigeno o lo zolfo. Cristallizza nel sistema monoclino, tipicamente sotto forma di cristalli lamellari o prismatici corti, spesso striati, e non presenta sfaldatura. Una piccola quantità di oro può essere sostituita dall’argento. La calaverite è famosa in cristallografia per la sua struttura cristallina complessa e «incommensurabile», le cui sconcertanti facce cristalline hanno resistito per molti anni alla classificazione convenzionale e sono state spiegate appieno solo grazie alle moderne tecniche strutturali.
| Formula | AuTe₂ |
| Sistema cristallino | Monoclino |
| Durezza di Mohs | da 2,5 a 3 |
| Lucentezza | Metallico |
| Colore | Da giallo ottone a bianco-argento |
| Località tipo | Contea di Calaveras, California, Stati Uniti |
Formazione e presenza
La calaverite si forma nei giacimenti idrotermali auriferi, in particolare nelle vene epitermali a bassa temperatura associate a terreni vulcanici in cui è presente il tellurio. Si deposita a seguito della circolazione di fluidi caldi, insieme ad altri tellururi, oro nativo, Pirite e Quarzo. Tali sistemi auriferi ricchi di tellurio presentano caratteristiche geologiche particolari e, laddove sono presenti, la calaverite può costituire uno dei principali minerali metalliferi. Con l’alterazione, la calaverite si degrada e il tellurio va perso, lasciando spesso dietro di sé oro nativo spugnoso o «senape»: una trasformazione che storicamente segnalava ai minatori la ricchezza dei minerali tellurici.
Identificazione e specie simili
Il colore giallo ottone metallico e l’elevata densità costituiscono indizi immediati, ma la calaverite può essere facilmente confusa con la pirite, l’oro nativo e altri tellururi d’oro quali la silvanite e la krennerite. A differenza dell’oro nativo, morbido e malleabile, la calaverite è fragile. Distinguerla dalla silvanite e dalla krennerite, che presentano aspetti e composizioni chimiche simili, richiede solitamente uno studio accurato; la silvanite contiene argento essenziale, mentre la krennerite è strettamente correlata alla calaverite nella composizione. Poiché l’oro è legato al tellurio, la calaverite non si comporta come l’oro libero nei test di base, il che in passato ha portato a trascurare alcuni minerali di tellururo.
Località degne di nota e raccolta
La località tipo è la contea di Calaveras, in California, ma gli esemplari più spettacolari provengono da Cripple Creek, in Colorado, dove ricche vene di tellururo d’oro hanno restituito superbi cristalli di calaverite, tra cui una famosa cavità scoperta nella miniera di Cresson nel 1914, rivestita di tellururi d’oro e oro nativo. Materiale eccezionale proviene anche da Kalgoorlie, nell’Australia Occidentale, un altro giacimento aurifero di tellururo di livello mondiale, nonché dalla Romania e da altri distretti epitermali. Grazie al suo contenuto d’oro e alla sua importanza storica, la calaverite cristallizzata è molto ambita, e i cristalli fini e ben definiti provenienti dai giacimenti classici costituiscono autentiche rarità da museo.