Panoramica
«Cuprodescloizite» è un nome mineralogico storico, ormai screditato, piuttosto che una specie valida ai giorni nostri. Veniva utilizzato nel XIX e all’inizio del XX secolo per indicare i membri contenenti rame della famiglia delle descloiziti, un gruppo di vanadati di piombo. Oggi questi materiali vengono classificati nella serie descloizite-mottramite: quando il rame supera lo zinco, il nome corretto è mottramite, PbCu(VO₄)(OH), mentre quando lo zinco è predominante il nome è descloizite. Includiamo qui il vecchio nome per correttezza e per i collezionisti che lo incontrano su etichette d’epoca, ma chiunque desideri acquistare un vero esemplare dovrebbe cercare la mottramite o la descloizite.
Composizione e struttura
La serie descloizite-mottramite è costituita da vanadati di piombo basici in cui rame e zinco si sostituiscono a vicenda. La descloizite è l’estremità ricca di zinco, PbZn(VO₄)(OH), mentre la mottramite è l’estremità ricca di rame, PbCu(VO₄)(OH); le due formano una soluzione solida continua. Il termine storico «cuprodescloizite» era applicato al materiale intermedio contenente rame, ma poiché i nomi dei minerali seguono la regola dell’elemento dominante, tale materiale viene correttamente denominato in base a quale dei due elementi, rame o zinco, prevalga. Entrambi gli elementi estremi sono ortorombici e appartengono al gruppo dell’adelite-descloizite dei minerali arsenato-vanadati.
| Formula | Denominazione storica; si riferisce alla serie mottramite PbCu(VO₄)(OH) – descloizite PbZn(VO₄)(OH) |
| Sistema cristallino | Ortorombico |
| Durezza di Mohs | da 3 a 3,5 |
| Lucentezza | Da untuoso a resinoso, subadamantino |
| Colore | Da verde a oliva, marrone o rosso-marrone (a seconda del rapporto Cu/Zn) |
| Località tipo | Non applicabile (nome screditato); la località tipo della mottramite è il Cheshire, in Inghilterra |
Formazione e occorrenza
I minerali un tempo denominati cuprodescloizite si formano nelle zone ossidate dei giacimenti minerari contenenti piombo, zinco e rame. Il vanadio rilasciato dall’alterazione si combina con il piombo e con il rame o lo zinco per produrre questi vanadati secondari, che si presentano tipicamente sotto forma di croste, rivestimenti botrioidali e piccoli cristalli su gossan e minerale alterato. Le varietà ricche di rame (mottramite) tendono ai colori verde e oliva, mentre il materiale ricco di zinco (descloizite) è più marrone e rossastro. Si tratta di prodotti classici delle zone di ossidazione dei climi aridi.
Identificazione e specie simili
Poiché la «cuprodescloizite» copre una serie di soluzioni solide, l’identificazione consiste in realtà nel determinare in quale punto, tra la descloizite e la mottramite, si collochi un campione, il che richiede solitamente un’analisi chimica. Nei campioni da collezione sono caratteristici i colori che vanno dal verde all’oliva, al marrone o al rosso-marrone, il luccichio da untuoso a subadamantino, l’elevata densità e l’associazione con minerali ossidati di piombo-zinco-rame. Tra le specie simili figurano la duftite, con la quale la mottramite forma una serie, e altri vanadati secondari di piombo quali la Vanadinite, dalla quale si differenzia per l’aspetto e la composizione chimica.
Località degne di nota e raccolta
Gli esemplari più celebri di questo minerale provengono dal grande giacimento ossidato di Tsumeb in Namibia, fonte di mottramite di eccellente qualità, nonché dai depositi ossidati di piombo-zinco nel sud-ovest degli Stati Uniti e in altre località. I collezionisti devono tenere presente che un’etichetta recante la dicitura «cuprodescloizite» è indice di una determinazione datata o imprecisa; l’esemplare è quasi certamente mottramite o una descloizite ricca di rame. L’acquisto con le denominazioni attuali garantisce l’accuratezza, e un rapporto Cu/Zn confermato analiticamente rappresenta il parametro di riferimento per i membri della serie.